Un ipotetico libro sui luoghi infestati del Riminese il capitolo Fantasmi ed elezioni sarebbe s

Fantasmi

Un ipotetico libro sui luoghi infestati del Riminese il capitolo Fantasmi ed elezioni sarebbe sicuramente fra i più avvincenti. Lo spiritello giocherellone della piccola Azzurrina, innocua inquilina del castello di Montebello, non appare forse ogni cinque anni? Il ciclo di Azzurrina è quello - salvo scioglimenti anticipati - delle tornate elettorali. E non fu proprio durante le elezioni del giugno 1987 che fecero la loro comparsa, spaventando a morte i due poliziotti di guardia ai seggi, i famosi fantasmi di Mondaino? Le implacate ossa di due sfortunati amanti passati a fil di spada (afflitta lei, per giunta, da un marito poco o punto ardente) generarono per un bel pezzo scricchiolii, rumori di catene, sospiri, lamenti, registrazioni "pirate" su musicassette, e attirarono folle di "sensitivi" e ghostbusters da tutta Italia (fra cui quelli, ben noti, del Centro di Parapsicologia di Bologna). Infine, seccatissime per l'invasione, le due presenze si congedarono - per bocca della medium Rita Cutolo di Colombarone - con un poco garbato addio per sempre.

Gli "acchiappafantasmi", un paio d'anni prima, avevano tentato un blitz anche sulla ventosa rocca di San Leo. L'obiettivo, naturalmente, era quello di stanare l'ombra del Conte di Cagliostro. Mentre era in atto l'evocazione, erano usciti dagli altoparlanti suoni terrificanti. Un brivido era corso lungo la schiena dei presenti, ma non era Cagliostro: era l'interferenza di una radio privata. Alla sfortunata seduta assisteva, fra gli altri, Umberto Eco (proprietario di una casa estiva a Montecerignone), che ci ha lasciato un resoconto al vetriolo.

Un altro castello malatestiano che si ritiene infestato è quello di Santarcangelo. Qui, nelle notti senza luna, passeggia nervosamente sugli spalti - si sussurra - una bianca figura femminile. Chi ritiene che la tragedia di Francesca da Polenta in Malatesta si sia consumata in questo castello (ma il luogo del delitto è conteso, con più o meno solidi argomenti, da Rimini, Pesaro, Gradara, Verucchio, Meldola, Ghiaggiolo e Bellaria), è certo che l'ectoplasma sia quello della signora di Giovanni lo Zoppo, altrettanto irrequieta dopo morta che da viva.

A Montefiore gli aggiornati fantasmi si sono trasferiti dal castello ad una sottostante villetta di civile abitazione, probabilmente la più infestata dell'entroterra riminese, tant'è che, disabitata, aspetta da anni che qualche temerario subentri ai vari proprietari che l'hanno dovuta abbandonare a gambe levate e coi capelli ritti. Occasionissima, vendesi o affittasi a canone più che equo.

Una fama sinistra accompagna, infine, non la rocca di Maiolo, che non c'è più, ma quel che ne resta. Il 29 maggio del 1700, in una notte di tregenda, "staccossi dal monte il terreno ove era posta questa terra" racconta una memoria del tempo "e rovinò tutta sottosopra, restando solo quattro piccole case". La frana spazzò via il castello, il villaggio che lo circondava e i suoi 101 abitanti. Stando alla tradizione, ad abbattersi su Maiolo fu la collera divina: in questa piccola Sodoma feretrana si praticava, infatti, il "ballo angelico", una cosetta a mezzo tra il sabba stregonesco e l'orgia contadina, recentemente rinverdito dagli imprudenti adoratori di Satana che officiavano nei cimiteri di Secchiano e Montecolombo. "Da indi in poi" prosegue la citata memoria "il dilettevole e fruttifero contorno si convertì in ispaventose rupi e rupìne impraticabili", su cui, le notti di luna piena, larve senza pace danzano un trescone che non avrà mai fine.